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Scommettere su Dio

Dopo Prayers for Bobby, The Big Gay Musical, Latter Days e In Good Conscience (dedicato a suor Jeannine Gramick, la suora cattolica che, proprio come John McNeill, ha sfidato il Vaticano sull’amore omosessuale ed ha scritto il libro di teologia Anime Gay) stasera vi proponiamo un altro film a tematica spirituale: si tratta di un documentario presentato al “San Francisco’s LGBT Frameline International Film Festival”, in versione ridotta al “Roma Europride 2011” (quello dove Lady Gaga tenne il suo storico discorso a sorpresa) e, ieri, al “Florence Queer Festival” (organizzato a Firenze dall’associazione “Ireos”). Verrà poi presentato a Roma il prossimo 28 ottobre, a Napoli il 30, a Palermo il 31 (con un super-ospite come don Franco Barbero), a Trapani il 2 novembre e il 4 a Catania.

Il titolo significa “Scommettere su Dio” ed è ripreso dal titolo di un libro di John McNeill.
Il regista Brendan Fay, che era con noi durane la proiezione del film, è irlandese ed ha coprodotto due documentari dedicati al tema dell’amore gay: uno, Saint of 9/11, è dedicato al padre francescano Mychal Judge1, il cappellano dei vigili del fuoco di New York che è rimasto ucciso nel crollo delle Torri Gemelle mentre si adoperava coraggiosamente per salvare le persone da quell’inferno di fuoco. Tra l’altro, padre Judge, aveva collaborato con McNeill nell’assistenza ai malati di AIDS di Harlem e ha dedicato ogni sua energia agli emarginati, inclusi i gay cattolici (1). L’altro film è Edie and Thea. A Very Long Engagement, in cui si racconta la storia d’amore fra due donne che, dopo 42 anni, di relazione, si sono finalmente sposate.
John McNeill nasce 85 anni fa, nel 1925, a Buffalo, negli Stati Uniti. Come dimostra chiaramente il cognome, la sua famiglia è di origini irlandesi. Buffalo è una città di 270.000 abitanti sita sulla costa est del Lago Eire, nello Stato di New York, di cui è la seconda città più popolosa. Partecipa alla Seconda guerra mondiale tra le fila della Terza Armata del generale Patton e, nel 1944, durante la battaglia delle Ardenne, viene catturato dai tedeschi e trascorre gli ultimi sei mesi di guerra come prigioniero nella Germania nazista. Di quegli anni, McNeill, ricorda un episodio: «Una volta uno schiavo-operaio in una fattoria si accorse di quanto fossi vicino a morire di fame e rischiò la vita per lanciarmi una patata destinata agli animali. Gli feci un segno di ringraziamento. Come risposta si fece il segno della croce. Quest’uomo aveva rischiato la vita per sfamare me, che ero uno sconosciuto. Proprio a quel momento faccio risalire la mia vocazione al sacerdozio».
Tornato nella sua città natale McNeill si iscrive al “Canisius College” e viene ordinato prete nel 1959. Nel scegliere la vita religiosa decide di entrare nella “Compagnia di Gesù”, lo stesso ordine di cui faceva parte il cardinale Carlo Maria Martini di cui vanno segnalate le significative aperture nei confronti dei diritti delle persone omosessuali nei libri intervista: Conversazioni notturne a Gerusalemme (2) e Credere e conoscere(3). Non è quindi un caso che McNeill, nell’argomentare le sue posizioni in materia di morale citi spesso gli Esercizi spirituali (e più in particolare il capitolo dedicato alle Regole per il discernimento degli spiriti) di Ignazio di Loyola, l’ex militare che, nel 1534, dopo aver letto la vita di Francesco d’Assisi, si convertì e decise, con alcuni compagni, di fondare l’ordine dei Gesuiti.
Dopo aver conseguito nel 1964 il dottorato presso l’università cattolica di Lovanio, in Belgio, con una tesi dal titolo: The Blondelian Synthesis. A Study of the Influence of German Phiolosophical Sources on the Formation of Blondel’s Method and Thought (4), McNeill rientra negli Stati Uniti dove partecipa attivamente al movimento per la pace in Vietnam e dove inizia a interessarsi alla questione omosessuale in seguito alla “Rivolta di Stonewall” che ricorda così:«Il 28 giugno 1969 a New York, poco dopo l’1 e 20 di notte, la polizia irrompe in un bar chiamato “Stonewall Inn”, un locale gay in Christopher Street nel Greenwich Village. Si tratta di una retata, una delle tante di quegli anni. Questa volta però (…) esplode la rabbia accumulata per anni (…) una serie di scontri durati due giorni, durante i quali 2000 dimostranti tengono sotto scacco 400 agenti in tenuta antisommossa» (5).
Nel 1972 McNeill diventa professore di “Etica sessuale” presso due importanti seminari di New York: il “Woodstock Jesuit Seminary”, di ispirazione cattolica e gestito dai Gesuiti; e lo “Union Theological Seminary”, della chiesa presbiteriana, dove sono nate la teologia femminista e la teologia della liberazione dei neri. Nello stesso anno, fonda il gruppo di New York del movimento di omosessuali cattolici “Dignity” il cui nome è ispirato alla definizione della coscienza data dalla costituzione Gaudium et Spes: «L’uomo ha una legge scritta da Dio dentro al suo cuore: obbedire ad essa è la dignità stessa dell’uomo, e secondo questa verrà giudicato. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria» (6).
McNeill è un uomo coltissimo nelle scienze dello spirito: in Teologia, in Filosofia, in Psicologia.
Sono due le Teorie che hanno ispirato la sua opera: una filosofia, ed una psicologica.
La prima è la “Filosofia dell’Azione” del filosofo cattolico modernista francese Maurice Blondel. Nel parlare di lui McNeill osserva: «La sua grande intuizione fu teorizzare che ci fossero verità che non possono essere comprese dall’intelletto, bensì soltanto dall’azione. Ha preso la sua ispirazione da un passo del Vangelo di Giovanni che recita: “Chi opera la verità viene alla luce” (Gv 3,21). L’azione aggiunge una dimensione alla nostra conoscenza che non può essere conseguita dal solo intelletto (7). Si può comprendere Dio con la mente? Mai! E’ possibile cogliere Dio con il cuore? Sempre! (…). La Scrittura dice che “Chiunque ama è generato da Dio, e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore” (1Gv 4,7-8). L’amore non è un concetto, è un’azione» (8).
La seconda teoria fondamentale è quella delle “Relazioni Oggettuali” (contrapposta a quella di Sigmund Freud, secondo cui ogni sforzo umano tende al puro piacere): «La pulsione fondamentale della psiche umana (…) è la pulsione verso l’intimità con gli altri (…). Quando avremo raggiunto questa intimità avremo conseguito il piacere. Il piacere quindi è il risultato dell’intimità (…). Per questa seconda scuola di pensiero ogni tentativo di usare gli altri come oggetti sessuali per puro piacere egoistico costituisce un fenomeno psicopatologico» (9). Si tratta di una teoria perfettamente coerente con l’incipit del vangelo di Giovanni: «In principio era il “Lógos”», la “Relazione”, come traduce il teologo cattolico Vito Mancuso.
McNeill sostiene che la Bibbia non condanna le relazioni d’amore gay, osserva che le persone omosessuali sono una risorsa per l’umanità dell’umanità e che anche l’amore omosessuale può essere un amore santo (“holy love”) ricordando che: «Ad ogni essere umano è stato dato da Dio un diritto all’amore e all’intimità sessuale». Ricorda poi che Gesù in prima persona ci ha fornito una chiave di lettura del peccato di Sodoma, dicendo chiaramente che si tratta di un peccato contro l’ospitalità (Lc 10,10) e, citando il monito di Ezechiele, «Guai ai pastori d’Israele, che pascono sé stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?» (Ez 34,2-10), mette in evidenza le gravi responsabilità che hanno le gerarchie cattoliche quando non aiutano le persone omosessuali ad incontrare Dio.
Nel suo libro Sex as God Intended del 2008, John McNeill si chiede come mai Dio abbia creato il sesso: la risposta teologica che si dà è che «Dio ha creato il sesso per la gioia». Si tratta di un’idea in perfetta sintonia con lo spirito di quella teologia della gioia così ben documentata dal teologo Matthew Fox nel suo libro In principio era la gioia (titolo originale dell’edizione inglese del 1983: Original Blessing). Nel libro Libertà, gloriosa libertà, citando Ireneo di Lione (un padre della chiesa del II secolo) quando afferma che: «La gloria di Dio sono gli esseri umani  nella pienezza della loro vita», osserva invece che: «Tale pienezza comprende anche una pienezza di vita sessuale»(10).
Nel 1976, quando dopo tre anni di rinvii, pubblica, con l’Imprimatur delle autorità ecclesiastiche, il libro The Church and The Homosexual (tradotto in francese, danese, spagnolo, tedesco ed in italiano col titolo: La chiesa e l’omosessualità) è subito scandalo, anche perché McNeill, invece di promuoverlo solo negli ambienti accademici, decide di presentarlo anche in alcune trasmissioni televisive, rilasciando un’intervista allo show: The Phil Donahue Show.
Nella prefazione all’edizione italiana del suo libro Libertà, gloriosa libertà il gruppo di gay credenti torinese di gay credenti “Davide e Gionata” scrive: «I gruppi gay cristiani negli Stati Uniti hanno una lunga storia, quasi parallela al contemporaneo movimento per i diritti civili gay che si fa risalire a Stonewall. “Dignity USA”, il più importante e rappresentativo tra i gruppi di gay cattolici, è nato nello stesso anno 1969 e conta più di cento sezioni, ma in una nazione fortemente multiculturale e multiconfessionale tutte le chiese hanno gruppi e organizzazioni omosessuali (i battisti, i metodisti, i presbiteriani, la chiesa episcopaliana). Una delle realtà più significative è la “Metropolitan Community Church” una realtà ecclesiale ecumenica fondata nel 1968 che in assenza di una compiuta integrazione degli omosessuali nelle comunità ecclesiali di appartenenza ha dato loro uno spazio di visibilità autonomo» (11). Vale la pena ricordare chedella “Metropolitan Community Church” abbiamo già parlato durante il nostro cineforum, quando abbiamo visto insieme il film Prayers for Bobby.
Parlando di The Church and The Homosexual John McNeill dice: «C’erano voluti quattro anni di ricerche per scrivere il libro. Ce ne vollero altri due per ottenere le molte recensioni da parte di teologi moralisti per ottenere l’Imprimatur. Ingenuamente pensavo che, con la concessione dell’Imprimatur, la chiesa, seguendo lo spirito di liberazione che era maturato dopo il Vaticano II, fosse pronta a rivedere il suo insegnamento tradizionale sull’omosessualità e che l’approvazione del mio libro fosse il primo passo in questo processo (…). Un anno dopo, nel 1977, la “Congregazione per la Dottrina della Fede” ha disposto la cancellazione dell’Imprimatur dal mio libro e, in seguito alla mia partecipazione ad alcune trasmissioni, sono stato accusato di aver violato un accordo (peraltro inesistente) secondo cui mi impegnavo a discutere i contenuti del mio libro solo all’interno della comunità dei teologi. Fu così che la “Congregazione per la Dottrina della Fede” mi proibì di parlare pubblicamente di omosessualità e, più in generale, di teologia morale (…). Il dibattito, però, è continuato, tra i laici e le conseguenze non sono mancate, perché oggi, più dell’84% dei cattolici è a favore del riconoscimento dei diritti civili delle coppie omosessuali e anche il mio libro continuava ad essere letto, tant’è vero che è stato tradotto in cinque lingue».
«La Reazione di Ratzinger – continua McNeill – fu la pubblicazione, da parte della “Congregazione per la Dottrina della Fede”, di quella che viene definita la “Lettera di Halloween del cardinal Ratzinger”: si tratta infatti di una Lettera ai vescovi della chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali che, per ironia della sorte, è stata pubblicata proprio il 31 ottobre del 1986. Nel commentare il documento della Santa Sede, i superiori maggiori delle famiglie religiose presenti negli Stati Uniti hanno scritto che “propone tesi antiscientifiche, non convincenti, violente, distruttive e controproducenti”».
Nel 1987 McNeill viene espulso dalla sua congregazione. Quando parla di questo episodio, McNeill ricorda che: «Il padre generale Peter Hans Kolvenbach si dimostrò disposto a permettermi di continuare privatamente la mia attività di psicoterapeuta per la quale egli espresse “sincero rispetto e ammirazione”. Tuttavia mi proibì nel modo più assoluto di continuare in forma pubblica il mio ministero pastorale con gli omosessuali»12 e dice che l’espulsione fu la conseguenza della sua decisione di continuare, in coscienza, a occuparsi pubblicamente di lesbiche e gay. Nel 1988, arriva un altro stop da Ratzinger: basta anche con la psicoterapia! Ma questa volta, visto che McNeill non ha più vincoli con il suo ordine religioso, i divieti del Vaticano non hanno nessun effetto.
In compenso, insieme alle condanne delle gerarchie cattoliche, arrivano i riconoscimenti delle associazioni omosessuali, tra cui due premi della “Metropolitan Community Church”.
McNeill non si limita a parlare della bontà dell’amore che può esserci fra due uomini ma lo vive egli stesso, come dimostra il matrimonio civile che ha celebrato a Toronto con l’uomo con Charles Chiarelli, l’uomo con cui ha una relazione da 46 anni.
Lo scorso anno, in occasione della sua partecipazione al “Roma Europride 2011”, la casa editrice “Le Piagge” ha pubblicato il libro intervista a McNeill, curato dal giornalista di ADISTA, Valerio Gigante che viene citato molto spesso in questa scheda e che è in vendita al prezzo di 5 Euro.

Gabriele Giandon

1    http://en.wikipedia.org/wiki/Mychal_Judge
2    CARLO M. MARTINI – GEORG SPORSCHILL, Conversazioni notturne a Gerusalemme,  Mondadori, Milano, 2008
3    CARLO M. MARTINI – IGNAZIO MARINO, Credere e conoscere ,  Einaudi, Torino, 2012
4    Disponibile online all’indirizzo Internet: http://www.mauriceblondel.com/The_Blondelian_Synthesis.pdf
5    Dall’Introduzione di VALERIO GIGANTE a Cercare sé stessi per trovare Dio, edizioni Piagge, Firenze 2011, pag. 4
6    http://www.dignityny.org
7  A me fa venire in mente il concetto di “amore attivo” espresso nel romanzo I Fratelli Karamazov dallo scrittore cristiano Dostoevskij
8    JOHN McNEILL, Cercare sé stessi per trovare Dio, dichiarazione resa a Valerio Gigante, pagg. 15 – 17
9    JOHN McNEILL, Libertà, gloriosa libertà, edizioni Gruppo Abele, Torino 1996, pagg. 125 – 126
10  JOHN McNEILL, Libertà, gloriosa libertà, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996, pag. 46
11  Presentazione del libro di JOHN McNEILL,  Libertà, gloriosa libertà, edizioni Gruppo Abele, Torino 1996, pag. 10
12  JOHN McNEILL, Libertà, gloriosa libertà, edizioni Gruppo Abele, Torino 1996, pag. 63.

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