I nostri testi

Un commento a mente fredda

coppia

Il disegno di Legge che era stato presentato dalla Monica Cirinnà aveva il pregio di partire dalla legge tedesca sulle unioni omosessuali. Una legge messa a punto partendo da uno studio molto serio fatto nel 1998 dal Max Plank Institut per il Diritto Internazionale che era stato incaricato dal Ministero della Giustizia tedesco di svolgere una ricerca sulla posizione giuridica delle coppie omosessuali e di fornire una perizia al riguardo.
La proposta finale era stata quella di creare un apposito istituto giuridico (denominato Lebenpartnerschaft, ovvero “parternariato di vita”) per regolare diritti e doveri delle coppie omosessuali e di applicare a questo istituto le stesse norme che regolano il matrimonio (allora non venivano prese in considerazione le norme relative all’adozione dei minore che sono sstae poi affrontate in seguito).
In quel documento non si parlava solo di diritti, ma anche e soprattutto di doveri, perché un’istituto privato come quello che regola la convivenza tra due persone (e forse qui è il caso di ricordare che anche il matrimonio è nato come contratto privato), interessa la legge nella misura in cui queste due persone assumono, nei confronti della società, alcuni doveri che si fondano sui valori che li hanno portati a superare l’estro del momento e a promettersi un amore che, almeno nelle intenzioni, vuole durare per tutta la vita.
Un’impostazione di questo tipo dà senz’altro fastidio a chi è convinto che nell’omosessualità non ci sia nessun valore e che non si sognerebbe mai di chiedere a due omosessuali di vivere una relazione di coppia in maniera responsabile, perchè gey e lesbiche dei viziosi da redimere, dei malati da curare o dei poveretti da compatire.
E così, chi ha dell’omosessualità un’idea del genere, quando ha avuto la possibilità di imporre delle modifiche al disegno di legge sulle unioni civili che era stato approvato in commissione, non ha toccato nessuno diritto, ma si è scatenata a togliere doveri: quello di aspettare un certo tempo per chiudere la relazione di coppia; quello di essere fedeli al compagno; quello di prendersi carico della continuità affettiva dei figli minori che i due partner possono avere (perchè, per chi, obnubilato dalla campagna ossessiva che parlava solo di utero in affitto, è buona cosa ricordare che è di questo che si occupa la stepchild adoption).
Marco Gattuso che è giudice presso il tribunale di Bologna nel commentare il testo della legge licenziata dal Senato, ha infatti scritto: “Vengono riconosciuti tutti, ma proprio tutti, i diritti del matrimonio, nessuno escluso” (cfr. Cosa c’è nella legge sulle unioni civili: una prima guida pubblicato sul blog Articolo 29), ma ha anche aggiunto che la cittadinanza che viene riconosciuta alle persone omosessuali “è ancora monca e incompiuta”.
Ecco perché fino a quando le nostre coppie non avranno anche i doveri delle coppie eterosessuali dovremo continuare a lavorare per raggiungere quell’uguaglianza che ci è ancora lontana.

Gianni Geraci

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