I prossimi incontri

Sabato 28 gennaio – Ore 17.00
Sede di Via Soperga 36

Le signore della musica
Quando sono le donne a comporre

Dimenticate, sottovalutate, spesso misconosciute, le donne nella storia della musica, come del resto nella storia in generale, sono state e sono ancora delle Cenerentole. Anche gli appassionati di musica spesso non le conoscono e non le ascoltano. La storia degli ultimi 5 secoli è piena di donne musiciste, spesso affermatesi come cantanti o come esecutrici, ma mai come autrici e tante di loro vissero all’ombra dei loro ben più blasonati mariti. Da Barbara Strozzi ad Alma Mahler, da Clara Schumann alle autrici contemporanee, durante l’incontro cercheremo di conoscere meglio la musica composta dall’altra metà del cielo, con la speranza di rendere giustizia, a tanti talenti trascurati.
Alle 20.00, c’è poi la possibilità di partecipare alla cena comunitaria. In questo caso è necessario prenotarsi scrivendo a: gruppodelguado@gmail.com, oppure contattando il 370 3719321

Venerdì 10 febbraio – Ore 21.00
Chiesa di San Carlo al Lazzaretto

Dare voce al silenzio
Celebrazione eucaristica serale in Via Lecco

La chiesa che, nel 1582, san Carlo Borromeo aveva fatto costruire al centro del Lazzaretto, non aveva pareti: la chiusura dei portici originali fu infatti una decisione presa dal governo della Repubblica Cisalpina che, dopo aver confiscato la chiesa, aveva deciso di trasformarla in un tempio laico della Patria. Quando, nel 2017, la chiesa è stata riaperta dopo un lungo restauro, nelle vie adiacenti, era nata nel frattempo una affollatissima movida che coinvolge, in prevalenza, le persone LGBT+. Ed è in ricordo della chiesa senza pareti voluta da San Carlo che abbiamo proposto alla parrocchia di Santa Francesca Romana di aprire San Carlo al Lazzaretto la sera del secondo venerdì del mese, per offrire al “popolo di via Lecco” una celebrazione eucaristica capace di dare, ai tanti che hanno abbandonato la pratica religiosa, la possibilità di “ascoltare il silenzio” e di scoprire, in questo silenzio, la voce di un Dio che continua a parlare a tutti, sempre.
Chi vuole partecipare alle varie attività di animazione collegate a questi momenti può scrivere a: gruppodelguado@gmail.com, oppure telefonare al 347 7345323

Ogni giorno alle 8.30 e alle 22 e 30
Google Meet: stanza http://meet.google.com/gmg-bwrs-znw

La Casa di Cornelio per pregare insieme
Una stanza viruale in cui ci possiamo incontrare tutti i giorni

La stanza in cui, nel 2020, ci trovavamo per recitare insieme le Lodi mattutine e la Preghiera della sera, il 20 Dicembre del 2020, in occasione del quarantesimo anniversario del Guado, si è data un nome e ha deciso di chiamarsi Casa di Cornelio dal nome del centurione romano che abitava a Cesarea da cui Pietro viene mandato nel capitolo 10 degli Atti degli Apostoli. Pietro sapeva bene che, in quanto Giudeo, non poteva «avere relazioni con uno straniero, o entrare in casa sua» (At 10,28), lui però segue la voce dello Spirito che gli aveva detto: «Ecco tre uomini che ti cercano. Alzati, dunque, scendi e va’ con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io» (At 10,19). Giunto a destinazione, Pietro mette subito le mani avanti e ricorda ai suoi interlocutori pagani di aver infranto la Legge per recarsi da loro. Quello che vede, però, lo sorprende, perché si accorge che gli abitanti della casa glorificano Dio (At 10,46), come qualunque altro membro della chiesa primitiva, che fino ad allora era composta solo da Ebrei osservanti. Così si arrende all’evidenza e, convinto del fatto che «nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato» (At 10,28), accetta l’invito di fermarsi alcuni giorni con loro. Anche la stanza in cui preghiamo ogni giorno su Google Meet, agli occhi di molti, suscita delle perplessità: persone omosessuali che si incontrano per pregare insieme ai loro familiari, ai loro amici e alle persone consacrate che conoscono, non seguono certo le indicazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, quando scrive che: «Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale» (Homosexualitatis Problema, 15). Ma anche noi, con la stessa semplicità del centurione di Giaffa, diciamo ai nostri fratelli nella fede e ai loro pastori, di venire pure a trovarci e di fermarsi a pregare con noi. La speranza è quella di far capire loro, quello che tanti secoli fa aveva capito Pietro, ovvero che «Dio non fa preferenze» (At 10,34), che il suo Spirito entra anche nei cuori delle persone LGBT+ e le invita a partecipare all’unica azione di grazia che la chiesa universale è chiamata a rendergli «fino agli estremi confini della terra» (At 1,8) e che questo invito viene prima di tutto, anche del rispetto di certe indicazioni del magistero.
Chi vuol saperne di più può visitare il sito: https://www.gionata.org/preghieraonline/

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