I prossimi incontri

Sabato 28 Maggio – Ore 17.00
Sede di Via Soperga 36 Milano (MM Loreto – MM3 Centrale)

Incontro con lo storico Germano Maifreda
Presentazione del libro: «Immagini contese»

Germano Maifreda insegna Storia e documentazione d’impresa e Storia economica e sociale dell’età moderna all’Università degli studi di Milano e ha al suo attivo numerosi libri su temi che sono usciti dagli stretti confini delle materie che insegna, come quelli dedicati all’inquisizione (I denari dell’inquisitore, Io dirò la verità su Giordano Bruno e L’eretico che salvò la Chiesa sul cardinal Giovanni Morone) e alla storia degli Ebrei (Italya. Storie di ebrei, storia italiana). Di recente ha dedicato un saggio a uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi tempi: il rapporto tra potere e immagini. Gli abbiamo chiesto di venirlo a presentare e lui ha accettato. Dopo l’incontro, alle 20.00, c’è la cena comunitaria. Ricordiamo che è necessario prenotarsi scrivendo a:a: gruppodelguado@gmail.com, oppure chiamando il 370 3719321.

Sabato 11 Giugno – Ore 17.00
Sede di Via Soperga 36 Milano (MM Loreto – MM3 Centrale)

Presentazione del libro «Figli di un dio minore?»
Le persone con identità transgenere e la loro dignità

Troppo a lungo, nella Chiesa cattolica, il “pianeta transgender” è stato privato di qualunque rispetto e questo ha generato e genera una sofferenza che le spinge ad allontanarsi da comunità in cui sono circondate da silenzio e imbarazzo che spesso degenerano in una preclusione e in un disprezzo frutto di una conoscenza superficiale e obsoleta delle situazioni in cui vivono. Con questo libro Luciano Moia, redattore di Avvenire che si occupa da anni di temi collegati alla famiglia e alla sessualità, invita a correggere pregiudizi e sospetti che, nella Chiesa, circondano le persone con una identità transgenere. Per questo abbiamo pensato di presentarlo coinvolgendo, oltre all’autore, anche don Andrea Conocchia, parroco di Torvaianica, che ha scritto la prefazione del libro, Laura Caruso (presidente dell’ACET – Associazione per la cultura e l’etica transgenere) e Giona Dagnese (dei Giovani del Guado) e che fanno parte del gruppo di persone intervistate nel libro.
Dopo l’incontro c’è la possibilità di partecipare alla cena comunitaria. Ricordiamo che occorre prenotarsi scrivendo a: gruppodelguado@gmail.com, oppure chiamando il 370 3719321

Ogni giorno alle 8.30 e alle 22 e 30
Google Meet: stanza http://meet.google.com/gmg-bwrs-znw

La Casa di Cornelio per pregare insieme
Una stanza viruale in cui ci possiamo incontrare tutti i giorni

La stanza in cui, nel 2020, ci trovavamo per recitare insieme le Lodi mattutine e la Preghiera della sera, il 20 Dicembre del 2020, in occasione del quarantesimo anniversario del Guado, si è data un nome e ha deciso di chiamarsi Casa di Cornelio dal nome del centurione romano che abitava a Cesarea da cui Pietro viene mandato nel capitolo 10 degli Atti degli Apostoli. Pietro sapeva bene che, in quanto Giudeo, non poteva «avere relazioni con uno straniero, o entrare in casa sua» (At 10,28), lui però segue la voce dello Spirito che gli aveva detto: «Ecco tre uomini che ti cercano. Alzati, dunque, scendi e va’ con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io» (At 10,19). Giunto a destinazione, Pietro mette subito le mani avanti e ricorda ai suoi interlocutori pagani di aver infranto la Legge per recarsi da loro. Quello che vede, però, lo sorprende, perché si accorge che gli abitanti della casa glorificano Dio (At 10,46), come qualunque altro membro della chiesa primitiva, che fino ad allora era composta solo da Ebrei osservanti. Così si arrende all’evidenza e, convinto del fatto che «nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato» (At 10,28), accetta l’invito di fermarsi alcuni giorni con loro. Anche la stanza in cui preghiamo ogni giorno su Google Meet, agli occhi di molti, suscita delle perplessità: persone omosessuali che si incontrano per pregare insieme ai loro familiari, ai loro amici e alle persone consacrate che conoscono, non seguono certo le indicazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, quando scrive che: «Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale» (Homosexualitatis Problema, 15). Ma anche noi, con la stessa semplicità del centurione di Giaffa, diciamo ai nostri fratelli nella fede e ai loro pastori, di venire pure a trovarci e di fermarsi a pregare con noi. La speranza è quella di far capire loro, quello che tanti secoli fa aveva capito Pietro, ovvero che «Dio non fa preferenze» (At 10,34), che il suo Spirito entra anche nei cuori delle persone LGBT+ e le invita a partecipare all’unica azione di grazia che la chiesa universale è chiamata a rendergli «fino agli estremi confini della terra» (At 1,8) e che questo invito viene prima di tutto, anche del rispetto di certe indicazioni del magistero.
Chi vuol saperne di più può visitare il sito: https://www.gionata.org/preghieraonline/

Prossimamente al Guado
Sede di Via Soperga 36 Milano (MM Loreto – MM3 Centrale)

Presentazione del libro “Sorelle tutte”
Con la partecipazione delle tre autrici.

L’enciclica «Fratelli tutti» affronta una pluralità di argomenti nella quale la parola “fratelli”, volendo essere inclusiva di tutti, esclude invece molte e molti: c’è, infatti, un silenzio importante che riguarda la vita delle donne. La sororità, infatti, non è solo il parallelo di segno femminile della fraternità, ma è una rottura con il mondo presunto “neutrale e universale” che in realtà è solo maschile; il rigido binarismo di genere maschile-femminile è tutt’altro che uniformemente testimoniato nella spiritualità e nella teologia tradizionale, benché abbia subito nella tradizione ecclesiale il destino di una dimenticanza. Far venire alla luce le “sorelle” anche solo nel linguaggio significherebbe influire sulla concezione patriarcale dei rapporti di forza relazionali e simbolici fra i sessi, dove il femminile è definito e riconosciuto solo ed esclusivamente per sottrazione. Elisabeth Green, Simona Segoloni Ruta e Selene Zorzi in questo libro non solo mettono in evidenza questa carenza strutturale, ma offrono gli strumenti per superarla nella direzione di un cristianesimo finalmente più inclusivo.

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